Vista l’impossibilità di ottenere un adeguato approvvigionamento idrico dai versanti privi di ruscelli, fiumi o laghi, la gente del tardo medioevo e anche di quello nuovo è dovuta ricorrere a una grande dose di creatività e competenze tecniche per raccogliere e purificare l’acqua sufficiente per le necessità quotidiane. Di questo periodo sono al Castello di Lubiana conservati quattro pozzi o serbatoi d’acqua, ora così definiti: Pozzo del cortile, Pozzo davanti al Palatium, Pozzo di fronte alla Torre pentagonale e Pozzo artesiano con ruota di legno ad azione umana di fronte al Castello.

Le cisterne, in cui l'acqua fluiva dai tetti e dai cortili, e i pozzi, dai quali si attingeva l'acqua dalle falde sotterranee, dovevano essere sempre accuratamente coperti e tutt’intorno pavimentati per evitare che vi penetrasse la sporcizia. A questo scopo la bocca del pozzo veniva protetta con un anello di pietra o solo con un semplice bordo di legno rialzato. Per attingere l’acqua dai pozzi si usavano secchi di legno e, per alleviarne il sollevamento, si passava la corda sopra una carrucola o si legava su un argano o una ruota di legno.

In occasione della Giornata Mondiale dell'acqua è stato nel 2016 pubblicato un opuscolo in cui sono presentati i pozzi del Castello di Lubiana e dei suoi immediati dintorni, che sono sia una preziosa risorsa archeologica sia, contemporaneamente, creazioni in cui i principi applicabili e le norme tecniche sono strettamente collegate con la creatività personale dei costruttori. In parallelo con le caratteristiche storiche e tecniche dei singoli pozzi, sono nell’opuscolo presentate anche le curiosità e le leggende nate nel corso dei secoli accanto a queste fonti di vita.

L’opuscolo è disponibile a questo link oppure nella versione stampata presso l’Info Centro del Castello di Lubiana.

L'edizione dell'opuscolo è stata co-finanziata dal Comune di Lubiana.

MOL ZPE