Storia Del Castello

Tarda età del bronzo ed età del ferro – primi insediamenti nella Conca di Lubiana

La Conca lubianese con la sua eccezionale posizione geografica ha da sempre attirato la gente a fissarvi la dimora permanente. I primi insediamenti sul territorio dell’odierna Lubiana risalgono alla fine del 2° millennio a.C. (tarda età del bronzo ed età del ferro). Questi abitanti, che erano cultori dei campi di urne, s’insediarono sul colle verso la fine del XIII secolo a.C. Poiché non ne conosciamo l’origine etnica, li identifichiamo solo dal modo di seppellire i morti in urne, che poi trasportavano all’altro mondo dall’altra parte del fiume Ljubljanica. L'insediamento, a causa delle varie alterazioni e riedificazioni, è rimasto inesplorato, ma da altri insediamenti simili in Slovenia è stato possibile dedurre che nella sua forma di base era un castelliere. Di solito era composto di due parti, una più piccola e meglio fortificata e una più grande, separate fra loro da un terrapieno. Entrambe le fortezze erano protette da bastioni e palizzate. Gli edifici residenziali erano di legno, le pareti di vimini e argilla. Normalmente avevano due stanze con camino, che servivano per trascorrere il tempo libero o per ripararsi dal maltempo.

Dalle analisi del polline risulta che i portatori della cultura dei campi di urne avevano sul colle e nei suoi dintorni sufficienti superfici adatte all'agricoltura e al pascolo. Nei boschi trovavano il legno necessario e la selvaggina, le rive del fiume Ljubljanica erano popolate da miriadi di uccelli e nelle sue acque abbondavano i pesci. Per i nostri antenati il colle del castello (376 m) era un rifugio sicuro e un punto che assicurava loro un efficace controllo del traffico fluviale.

L'insediamento preistorico raggiunse il suo picco nel IX e VIII secolo a.C., poi cominciò gradualmente a degradare. All’arrivo dei Celti e, più tardi, all’invasione romana la postazione non aveva più il suo potere economico e culturale.

Periodo romano - Emona

La continuità dell'insediamento ci porta al periodo romano. Sulla riva sinistra del Ljubljanica sorgeva una postazione militare fondata dalla 1a e la 14a legione ( tra il 100 e il 50 a.C.). Nel 14/15 d.C. la città di Emona fu cinta dalle mura. La città contava circa 6000 abitanti, per la maggior parte mercanti, artigiani, funzionari e militari in pensione. Gli archeologi non sanno ancora se sul colle vi fosse un avamposto militare o, addirittura, un tempio. Del periodo romano, dal I al IV secolo d.C., ma, purtroppo, niente resti architettonici. Nel V secolo d.C. la città di Emona fu invasa e distrutta dagli Unni. I frammenti dei resti romani sono stati utilizzati e inseriti nelle mura del castello nel XV secolo, dove si possono vedere ancor oggi.

Medioevo - Laibach

La zona di Lubiana (in tedesco Laibach) ritorna di nuovo sulla scena storica nel 1106, quando la famiglia aristocratica carinziana degli Spanheim eredita dalla casata dei Breže-Selških il dominio lubianese e con esso anche il castello. Nel primo medioevo sorgeva sul colle un forte di legno, tra i resti sono state trovate due monete di piombo risalenti, rispettivamente, al 1164 e al 1183, probabilmente coniate proprio al castello. Nel XIII secolo il cosiddetto Castello Spainheim si ergeva proprio sopra il Mestni trg, il centro della città di allora.

I modesti resti e le successive ristrutturazioni non consentono una visione dettagliata, ma i risultati degli scavi attestano certamente che questa era la più antica fortezza in muratura. In base all’atto di donazione conservato nell’Archivio del Capitolo di Udine in Friuli, la prima menzione del Castello di Lubiana risale al periodo tra il 1112 e il 1125. Nel documento del duca carinziano Bernard Spanheim, pubblicato nel 1220, si legge: in palacio nostro Leibach, con che, probabilmente, intendeva l’abitazione in cui risiedeva e non il castello. In un altro documento del 1243 sono menzionati il castello e la sottostante città murata e nel 1256 (già nel tardo medioevo) il castrum capitalis… Laybach. Non esistono prove sostanziali che i nobili preferissero vivere al castello invece che in città, quindi si può solo suppore che avesse loro servito come residenza. Nel 1269 con la morte di Ulrico Spanheim si chiude il periodo del regno di questa casata, durato 150 anni. L’anno successivo la città è sottoposta alla prima nota prova militare e la proprietà degli Spanheim passa in mano a Ottocaro II Přemysl re di Boemia.

XV secolo – gli Asburgo e le incursioni turche

In meno di cent'anni il castello cambiò alcuni proprietari, finché nel 1335 la Carniola non divenne bene ereditario degli Asburgo. Nel XV secolo, a causa delle incursioni turche, i Turchi, infatti, bussarono per la prima volta alle porte della città nel 1415, si manifestò l’urgente bisogno di fortificare sia il castello di Lubiana sia gli altri castelli in Carniola. La costruzione e il restauro delle mura erano a cura del principe della provincia. Lubiana fu cinta dalle mura nel 1416 e 1448 e di nuovo nel 1463 e 1478. Gli interventi fatti nel XV secolo sotto il dominio del principe e allo stesso tempo imperatore austriaco Federico III d’Asburgo (imperatore dal 1452-93) cambiarono completamente l’aspetto originale del castello. La vecchia fortezza degli Spanheim fu quasi completamente demolita e in sua vece fu eretta una nuova fortezza con la pianta irregolare, tipica delle fortezze tardomedievali, e adatta alle nuove armi da fuoco. L’intero complesso del castello venne ampliato e fu costruita la Torre pentagonale, collegata con l’esterno da un ponte levatoio sul fossato difensivo.

Una delle più antiche parti conservate del castello del XV secolo è la cappella di San Giorgio, consacrata nel 1489 e più tardi rinnovata in stile barocco. Nel 1496 fu costruita la torre ducale Padav (oggi Šance), collegata nella seconda metà del XVI secolo con le mura in un unico complesso fortificato, rimasto, miracolosamente, intatto nel devastante terremoto che colpì l’intero paese nel 1511. Secondo quanto scrive il poligrafo Janez Vajkard Valvasor, nella rivolta contadina dello anno 1515 i contadini attaccarono anche il castello, ma furono dai suoi signori respinti.

Oltre alle mura perimetrali, la cappella e le torri d’angolo, tutte le altre strutture furono costruite nei secoli XVI e XVII. Gli edifici residenziali del governatore provinciale furono collocati lungo le mura, mentre il cortile era destinato al raduno dell’esercito nobiliare.

L’attività edilizia era diretta dai governatori provinciali, tutti personaggi storicamente noti e famosi: Lenković, Lamberg, Auersperg, Kacijaner, Thurn... Una collezione di nomi figura oggi sul soffitto della cappella del castello, che nel 1747 fu abbellita con i dipinti di sessanta stemmi dei governatori provinciali. Dai nomi delle due sale restaurate, la Sala degli Stati Regionali e il Palatium, si potrebbe liberamente pensare che siano state la residenza dei governatori provinciali e, quindi, effettivamente una parte residenziale dei nobili del castello.

XVII e XVIII secolo – magazzino militare, caserma e ospedale militare

A metà del XVII secolo il castello perse il ruolo di fortezza e di residenza e cominciò lentamente a degradare. Il castello, invece di proteggere i residenti e la città sottostante, con il magazzino militare li metteva in pericolo. A ogni tempesta incombeva sulla città il terribile rischio che una delle due torri – l’imperiale e la provinciale – entrambe piene di polvere da sparo, fosse colpita da un fulmine. Nella storia del castello si erano già verificati simili incidenti (1630, 1686, 1737); nel 1774, per esempio, i cittadini furono presi da un forte spavento, quando un grande incendio cominciò a estendersi verso il castello, minacciando di raggiungere la polvere da sparo immagazzinata nelle torri.

Alla fine del XVIII secolo, tra il 1793 e il 1796, l'amministrazione di Vienna ritenne che sarebbe stato meglio abbattere il castello e vendere il materiale di demolizione, ma in seguito all’opposizione degli Stati Regionali e del Comitato prevalse l’opinione che era necessario salvare il castello. L’arrivo dei Francesi nella primavera del 1797 e la prima occupazione francese della città di Lubiana, la successiva avvenne nel 1809, misero fine alle polemiche. Nel periodo delle Province illiriche napoleoniche (1809-1813), il castello fu utilizzato come caserma e ospedale militare.

Dal XIX secolo alla fine della II guerra mondiale - penitenziario e carcere

Al ritorno degli Austriaci nel 1815, il castello fu trasformato in un penitenziario per persone provenienti da Carniola e Carinzia, condannate a una pena detentiva di dieci anni. Il penitenziario funzionò a intermittenza tra il 1848 e il 1868 fino al terremoto della domenica di Pasqua del 1895. Durante il periodo del penitenziario, il castello subì numerose ricostruzioni e rifacimenti. Il cortile centrale, piantato con castagni, serviva ai prigionieri per la ricreazione quotidiana. Durante la prima guerra mondiale, il castello servì prima come prigione per prigionieri politici (nel 1914 fu carcerato anche lo scrittore sloveno Ivan Cankar, considerato pericoloso avversario politico dell'Austria-Ungheria) e tra il 1915 e il 1918 divenne una stazione di quarantena per i prigionieri di guerra italiani. Durante la seconda guerra mondiale, al castello c’era prima il carcere italiano e, dopo la capitolazione d'Italia, quello tedesco

Nel 1848, la vecchia torre di difesa viene ricostruita ed elevata nell’attuale Torre panoramica con l’orologio, soprelevata e rinnovata, poi, ancora una volta nel 1980. Il 1905 è stato un anno importante per il destino del castello - l’allora sindaco Ivan Hribar acquista, in nome della città di Lubiana, il castello dal governo austro-ungarico e, sebbene questi fosse destinato a ospitare delle istituzioni culturali, la mancanza di alloggi lo costringe a sistemarne una parte in abitazioni. Il più famoso piano di rinnovamento del castello è quello dell’architetto Jože Plečnik, che però non è stato mai realizzato. Il completo restauro ha potuto aver inizio solo dopo il 1964, trasferitisi ormai negli alloggi in città anche gli ultimi inquilini.

Tratto da: J. Stopar: Sprehodi po stari Ljubljani, B. Reisp: Ljubljanski grad, J. V. Valvasor: Slava Vojvodine Kranjske, P. Štih, V. Simoniti: Slovenska zgodovina, Mestni muzej Ljubljana: Urbani razvoj Ljubljane.

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